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LA «SCALOGNA» DI CHIAMARSI SALUZZO NELLA TOPONOMASTICA DI TORINO  di Umberto 10/02/2011 
A Torino, come daltrònde è d’uso in altre città, ci sono moltissime vie intitolate a città e paesi italiani e non.
Abbiamo per esempio le vie: Buenos Aires, Baltimora, Trieste, Bologna, Caraglio, Busca, Alpignano, Roma, Milano, Vinzaglio, ecc. ecc.
Ci sono poi delle vie che portano il nome di un comune italiano, generalmente del Piemonte, che però non sono state a quel comune espressamente dedicate.

Un esempio classico lo abbiamo con Via Cavour.
La via sembrerebbe dedicata al comune in provincia di Torino che porta quel nome, l’antica Caburrum fondata ai tempi di Tarquinio Prisco nel 589 avanti Cristo, ma sappiamo tutti che non è così; infatti anche i bambini sanno che la via è stata intitolata a Camillo Benso che da attributo nobiliare era conte di Cavour.
Tutti lo avevano sempre chiamato il Cavour e con quel nome è passato alla storia.

Ci sono poi altre vie con nomi di paese, dove invece la cosa à un po’ più complicata e da pochi conosciuta.

Via Ormea, per esempio, contrariamente a quanto si possa credere, non è dedicata al comune omonimo che c’è in provincia di Cuneo, ma da quando la via venne aperta nel 1865, fu e resta sempre intitolata a Carlo Vincenzo Ferrero conte di Roasio e marchese di Ormea, nato a Mondovì nel 1680 e morto a Torino nel 1745, e dai suoi contemporanei conosciuto e soprannominato l’Ormea per antonomasia.
Intendente generale alle regie finanze sotto il regno di Vittorio Amedeo II fu nominato da Carlo Emanuele III ministro dell’interno e degli esteri, notaio generale della corona e decorato con il Collare dell’Ordine Supremo della SS. Annunziata, onorificenza che permetteva a chi la portava di considerarsi "cugino" del re.

Dedicare una via a cotal personaggio con il semplice nome di Vincenzo Ferrero sarebbe stato certamente disdicevole per il potente marchese d’Ormea, e cosi il nome Ormea rimarrà ad imperitura memoria.
Tra l’altro se avessero scritto Vincenzo Ferrero, qualcuno oggigiorno lo avrebbe magari potuto confondere con il fondatore della nota industria dolciaria, che però di nome faceva Pietro, e che proprio in quei paraggi, in un piccolo negozio iniziava a miscelare sapientemente cioccolato con pasta di nocciole, prima di trasferirsi definitivamente ad Alba.

Sempre per rimanere in Borgo San Salvario, a Torino c’è un’altra via che sembrerebbe dedicata ad un altro comune della provincia di Cuneo, mi voglio riferire a Saluzzo.
Via Saluzzo infatti, contrariamente a quanto generalmente si pensa non è dedicata al notissimo paese natale di Sivio Pellico e di Gian Battista Bodoni, bensì dal 1853 quando la via fu aperta, fu intitolata a Giuseppe Angelo Saluzzo conte di Monesiglio, nato, guarda caso, a Saluzzo nel 1734 e morto a Torino nel 1810.

Il Saluzzo, insigne e famoso chimico dell’epoca, è ricordato, si fa per dire, per avere con Francesco Cigna (1734-1790) e Luigi Lagrange (1736-1813) fondato a Torino nel 1757 una "società privata" per poter confrontare e diffondere le loro ricerche attraverso pubblicazioni scientifiche.
Nel 1783 il re di Sardegna Vittorio Amedeo III, trasformò questa società privata in quella che ancora adesso è l’Accademia delle Scienze di Torino, e lo stesso Saluzzo ne ricoprì la carica di presidente fino al 1788.

La città di Torino ha intitolato tre vie a questi illustri personaggi, infatti tutti conoscono Via Francesco Cigna e Via Luigi Lagrange (quest’ultimo ha persino una piazza con statua) invece per Angelo Saluzzo solo il cognome a contrassegnare la via a lui dedicata, giusto per confondere un po’ le idee.

La sua "sfortuna", se vogliamo chiamarla così, è stata di chiamarsi Saluzzo e la Municipalità di Torino che ebbe la bella pensata di mettere "sic et simpliciter" solo l’illustre cognome del suo casato, come fosse un marchio di fabbrica, forse volendo compiacere i tre figli del Saluzzo: la celebre poetessa dell’epoca Diodata Saluzzo lodata persino dal Manzoni, il Senatore del Regno Alessandro Saluzzo e lo storico e rettore dell’Università di Torino, Cesare Saluzzo.

Nel municipio della città di Saluzzo, suo paese natale, vi è una lapide con la seguente aulica iscrizione:
GIUSEPPE ANGELO SALUZZO CON DOTTI ESPERIMENTI E NUOVI TROVATI LA CHIMICA SCIENZA MIRABILMENTE ACCREBBE.
NELLE SUE STANZE CONVEGNO DI DOTTI GETTO’ I FONDAMENTI DELLA REALE ACCADEMIA DELLE SCIENZE DI CUI POSCIA DEGNISSIMO PRESIDENTE I SUOI CONCITTADINI GIOVO’ DI CONSIGLI E DI SUSSIDII.
FU PADRE FELICE DI GENEROSI FIGLI CHE TUTTI NELLE SCIENZE NELLE LETTERE NELLE ARMI LASCIARONO FAMA ONORATA.
AI SALUZZESI LA MEMORIA DI LUI SARA’ SEMPRE CARA E PREZIOSA

Ai saluzzesi la sua memoria sarà sempre "cara e preziosa", ma per i cittadini di Torino, con quella maldestra toponomastica, si è fatto in modo che la sua memoria andasse perduta per sempre.
 [ commenti presenti 5 ]


COMMENTI AL BLOG  LA «SCALOGNA» DI CHIAMARSI SALUZZO NELLA TOPONOMASTICA DI TORINO


Commento postato da   Beppe Aimar 08/04/2011 alle 09.12
Non è che avessi mai dubitato sulla serietà di quanto riportano i blog di cui Beppe Lachello è responsabile, ma la conferma di ciò me la ha data la lettura di un articolone a tutta pagina sulLa Stampa dell’altro giorno, che si basava sull’ambiguità del nome di via Saluzzo a Torino, cosa che fin’ora nessuno si era mai sognato di fare.
Mi compiaccio che Mepiemont sia arrivato molto prima sulla curiosa notizia e sulla attendibilità del sito che seguo da diverso tempo.




Commento postato da   shock1234 21/03/2011 alle 13.34
Penso che pochi a Torino sappiano che via Saluzzo sia stata intitolata ad una persona invece che al comune di Saluzzo (CN)




Commento postato da   Maurizia 13/02/2011 alle 16.50
Povera Saluzzo , considerata, a ragione , la Siena del Piemonte.!!!
La tradizione Sabauda del Regno di Sardegna era di intitolare le strade, con il solo cognome del personaggio illustre, che nel caso di appartenenza alla nobiltà, poteva coincidere con il nome della località, di cui era duca, marchese o conte. I potenti signori del Marchesato di Saluzzo, sudditi poi fedelissimi dei Savoia, si erano differenziati, assumendo connotazioni geografiche, specifiche di Castelli e Roccheforti. Ed ecco i Saluzzo di Paesana, i Saluzzo della Manta, i Saluzzo di Castellar, i Saluzzo di Verzuolo e altri. Giuseppe Angelo Saluzzo apparteneva alla grande famiglia dei Marchesi di Saluzzo, oltre che essere conte di Monesiglio. Allorchè,Torino abbandonò la sua arte di abbreviare tutto, per cui anche il Cottolengo , as ciamava Cutu, Via Botero divenne Giovanni Botero, Barbaroux Giuseppe, Bellezia Gian Francesco, Bonelli Franco e così via. Per fortuna, non si cambiò proprio tutto.Via Ormea rimase tale, perchè inconcepibile farla diventare, Carlo Vincenzo Ferrero Conte di Roasio, Marchese di Ormea, e anche Via Saluzzo, con l’indubbio riferimento famigliare e geografico. Certo oggi si fa confusione. Un esempio ne è anche Via Castellamonte, così chiamata, nella seduta comunale del 16/2/1876 in omaggio ai Castellamonte, famosissimi architetti, padre Carlo ( 1565/1641), cui si devono i portici uniformi di piazza San Carlo e figlio Amedeo (1600/1675), che costruì la Venaria e progettò Palazzo Reale. Potrebbe sembrare la cittadina canavesana che diede loro i natali. Chissà perchè non fu chiamata Via dei Castellamonte?!.




Commento postato da   davesalvo 13/02/2011 alle 00.25


Ora non più, grazie a te.




Commento postato da   zack91 11/02/2011 alle 15.19
Mio padre che segue questo sito mi ha fatto vedere sta storia di via Saluzzo, non ci posso credere, io che sono di Saluzzo e frequento il Poli mi sono sempre vantato con degli amici di Bra e Savigliano che noi avevamo una via in pieno centro, mentre loro l’avevano in lontana periferia....... non è giusto :-(
Mi consola solo il fatto che la via sia dedicata ad un saluzzese doc, e spero che i miei amici non lo vengano mai a sapere, se no che figura di m.....




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