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LA VEDETTA ALPINA E IL PEZZO DI CANCELLATA DELLA GROTTA DI LOURDES   di Maurizia 22/02/2012 
Il Monte dei Cappuccini fu acquistato da Carlo Emanuele I nel 1581 per donarlo ai Frati Francescani Cappuccini con la chiesa, finita nel 1637 dagli architetti Vittozzi e Castellamonte, edificata attorno alla preesistente cappella, dedicata in origine a San Maurizio, poi a Santa Maria al Monte con l’annesso convento, costruito sulla “bastida” medioevale, punto difensivo di Torino dalla parte del ponte sul Po. Il luogo interagì con la città fin dal 1583 quando i Frati piantarono la croce sul piazzale, segnale della loro presenza. Assurto ad espressione di spiritualità, legato all’abnegazione dei frati durante la peste del 1630, al miracolo del tabernacolo del 1640, non poteva non diventare anche il luogo-simbolo di un’altra “pura passione piemontese”; la Montagna. Al Castello del Valentino era stato fondato il Club Alpino Italiano il 23/10/1863 e, previa cessione al Municipio di alcuni locali annessi al convento dal Fondo per il Culto, il CAI vi si trasferì, e nel 1874 il consiglio comunale acconsentì alla sua richiesta di sistemare sullo spiazzo della Chiesa, una Vedetta Alpina, cioè un semplice chiosco-osservatorio dotato di un cannocchiale mobile per abbracciare i visibili 240 km di montagne dell’arco Alpino. Fu inaugurato il 7 agosto, in occasione della festa del X anniversario della fondazione del C.A.I. Nel 1877 la Vedetta venne spostata all’interno allestendosi le prime sale con collezioni fotografiche e prodotti artigianali montani. L’insieme potè considerarsi un vero Museo Alpino. Nel 1898 lo si dotò di un cosmorama al piano terra, un apparecchio che permetteva, attraverso una lente, di ammirare ingranditi e in rilievo panorami montani, e di un diorama al piano superiore, che dava l’impressione di vedere un paesaggio alpino reale tramite un gioco di luci e raffigurazioni di monti. Si creò la base del Museo della Montagna. Oggi dei simpatici oblò permettono di vedere le superbe foto scattate dal grande scalatore-fotografo biellese Vittorio Sella. Nel 1901 Luigi Amedeo di Savoia-Aosta duca degli Abruzzi, Presidente Onorario del C.A.I.Sez.Torino donò parecchi oggetti appartenutigli nella spedizione al Polo Nord del 1900 con la nave “Stella Polare”. Fra tutti, colpisce, il semplice caiaco di tela intrisa di biacca, che piazzato su di una slitta in legno serviva per muoversi e trasporto. Per la Esposizione Internazionale di Torino del 1911 il museo fu arricchito di materiale scientifico relativo ai diversi aspetti della montagna e sul tutto svettava il terrazzo della Vedetta con il gran- telescopio diventato famosissimo. E’interessante notare gli orari di apertura del museo con accesso alla Vedetta nei mesi di giugno e luglio 1918. Dalle 5 alle 11,30 e dalle 14 alle 20, proprio perché nelle prime ore del giorno ammirare le montagne, non ancora coperte di foschia, è spettacolare. Il costo era 25 centesimi nei giorni festivi e 40 nei feriali. Chiuso nel 1935, per inadeguatezza varie, fu riaperto, ampliato e riorganizzato nel 1942, diventando il Museo Nazionale della Montagna intitolato al Duca degli Abruzzi, figura clou, della storia dell’Alpinismo Italiano,simbolo di quella sfida dell’esploratore, che non deve prescindere da doti di lealtà, coraggio, comando e umiltà. Le bombe del 1943 mandarono in pezzi porte tetto e finestre, ciò nonostante nel 1944 era di nuovo parzialmente visitabile nei giorni festivi. Dal 1950 al 2005,grazie a volontà e fondi in sinergia tra C.A.I., Comune, Provincia, Regione, Fondazioni Bancarie e altri è diventato il centro culturale della Montagna, unico al mondo per documentazione e concezione, che si ammira oggi. Non gli si poteva non aggiungere la terrazza panoramica esterna protesa su Torino e i suoi monti a ricordare che era nato come semplice Vedetta. Nella giornata Internazionale della Montagna 2007, Torino ha intitolato la strada che porta al Monte, ”Salita al Cai Torino”, a suggello del sodalizio, mai venuto meno, tra Comune e C.A.I Torino. Il piazzale è invece tout court Piazzale Monte dei Cappuccini. Curiosità. Alla zona sottostante il museo, davanti al panoramico Ristorante, sito nell’ex convento, è stato dato il nome di ”Cortile Olimpico Torino 2006” e vi sono stati posti il braciere dei IX Giochi delle Paraolimpiadi della Neve e l’anemometro rosso che misurava il vento, ben visibili, anche dal Piazzale della Chiesa. Su questo si erge anche la statua della Madonna dei Lavoratori inaugurata il 27/3/1960 con un radiomessaggio di papa Giovanni XXIII, presenti l’arcivescovo di Torino cardinal Fossati, il futuro Paolo VI e il Vescovo di Lourdes Thèas. Particolarità. Il pezzo di cancellata vicino alla Madonna, è una parte di quella che cingeva la grotta di Lourdes e che fu donata da Monsignor Theas ai lavoratori Fiat che vi erano andati pellegrini nel 1958.
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