| Archivio completo | Nuovo blog  
Blog dettagli     19/03/2012  
 
 
  MAGGIO 2012  
dlmmgvs
2345
6789101112
131415161718
20212223242526
2728293031

mese corrente

LO ZIO DI PINOCCHIO. ATTILIO MUSSINO A VERNANTE  di Maurizia 19/03/2012 
IL PAESE DEI MURALES DEL FAMOSO BURATTINO DI CARLET E MEO(con illustrazioni)

Pinocchio è l’opera più conosciuta del giornalista e scrittore toscano Carlo Collodi pseudonimo di Carlo Lorenzoni (1826-1890) e a Collodi, presso Pescia, paese della madre c’è il famoso Parco Di Pinocchio. Il Burattino però ebbe anche “uno zio” che lo amò teneramente tutta la vita, il vignettista e pittore Attilio Mussino che accogliendolo nella sua casa ne fece un personaggio vivo e parlante, dandogli movimento, illustrandone le avventure ed esprimendone l’indole e gli stati d’animo. Fu il compagno complice, inseparabile ed umanizzato di tutta la sua vita. L’artista sosteneva di aver amato Pinocchio fin da quando, bambino, lo aveva “incontrato”a scuola e percepito congeniale a se stesso. Nato a Torino nel 1878 frequentò l’Accademia Albertina allievo di maestri quale Giacomo Grosso e aprì un primo piccolo studio in Via Nizza 19. Manifestò quasi subito una predisposizione all’illustrazione di personaggi per bambini di cui riusciva a trasmettere le sfumature dei caratteri. Nel 1908 l’editore Bemporad gli propose di realizzare un nuovo Pinocchio, dopo quelli illustrati da Enrico Mazzanti e Carlo Chiostri. Le sembianze del burattino che tutti conoscono si devono al Mussino che lavorò tre anni presentando la sua opera alla Esposizione Internazionale di Torino del 1911 ottenendo il diploma d’onore e la medaglia d’oro. Perse il figlio Giorgio nella seconda guerra e la moglie poco dopo. Dal 1920 Margherita Martini era a servizio nella sua casa e Mussino, nel 1945 circa, stanco e sessantaseienne, decise di lasciarsi alle spalle Torino e il dolore vissuto, seguendo la affezionata governante a Vernante, paesino di lei, nella Valle Vermenagna sulla via del Colle di Tenda, a pochi chilometri da Limone Piemonte.Volle sposarla e con la sua dolce e discreta presenza ritornò al lavoro, ambientando l’amato burattino in disegni con gli scorci del paese a fare da sfondo, realizzando bellissime pagine con pezzi da ritagliare e incollare per renderle animate. Aveva creato anche un libro nel 1942, il famoso “Pinocchio animato”, dove, tirando dei cartoncini, le figure si muovevano. Con l’idea di coinvolgere la radio e la neonata televisione negli anni 50 scrisse una eccezionale biografia: “Pinocchio al microfono” dove immaginava che lo stesso raccontasse la sua vita con lui e quindi la vita dello stesso Mussino, ma non fece in tempo ad illustrare l’opera, perché morì nel 1954. Alla sua scomparsa, la moglie mantenne lo studio e la casa, che era sempre stata aperta ai bimbi che volessero imparare disegno e pittura, come un piccolo sacrario, e il paese non dimenticò mai il suo artista, dedicandogli nel 1978 i giardini pubblici e un monumento e a 35 anni dalla morte nel 1989, fu stampato il toccante libro: ”Attilio Mussino lo zio di Pinocchio”. Due simpatici Vernantini, detti scherzosamente, il Gatto e la Volpe, Bruno Carletto ex postino e pittore per passione, detto Carlet, e Bartolomeo Cavallera, imbianchino pittore, detto Meo, iniziarono a dipingere sui muri della case i murales di Pinocchio, dedicati a Mussino e copie tratte dai suoi disegni originali dell’edizione del 1911, oggi circa 160. E’affascinante passeggiare per il paese guardando Pinocchio che si brucia i piedi, che semina le monete nel campo dei miracoli, che va all’osteria del Gambero Rosso, che legato, fa la guardia alle galline, che derubato delle monete d’oro, si busca per castigo 4 mesi di prigione nel paese degli acchiappa-citrulli, che piange sulla tomba della fatina, che è diventato ciuchino o mentre si allontana a nuoto con Geppetto dal Pesce-Cane, oltre ai tanti altri. Nella cripta della Parrocchiale è allestito il Museo ad Attilio Mussino con la serie delle vignette del 1911, il libro Pinocchio animato del 1942, e altri libri da lui illustrati, tra cui spicca un curioso “La promessa sposa di Pinocchio”, il suo ultimo autoritratto e alcuni quadri, che merita di essere visitato per la gioia di grandi e piccini. All’entrata del paese c’è la statua in ferro di Pinocchio, realizzata da artigiani locali, su uno schizzo di Mussino e Pinocchio troneggia anche sulla antica fontana indicando il vicolo che porta al Museo. Particolarità: nel 1954 fu emesso un francobollo di Pinocchio su bozzetto dell’artista che non fece in tempo a vederlo. Al cimitero del paese, sulla sua tomba, stanno il Gatto, la Volpe, la Fata Turchina e Pinocchio che sembra pensare:…e il mio babbo?.... voglio stare sempre con lui e non lasciarlo più. Il babbo!? Collodi?! Geppetto!? Confusione?! No! Solo affetto ! Attilio era lo zio-papà che l’animò e gli volle un gran bene e Pinocchio lo ricambia con l’amore di un figliolo e altrettanto affetto non può non riservare anche a tutti quelli chi hanno fatto di Vernante la Sua cittadina particolare.






 [ commenti presenti 0 ]


COMMENTI AL BLOG  LO ZIO DI PINOCCHIO. ATTILIO MUSSINO A VERNANTE


AGGIUNGI COMMENTO
(*)campi obbligatori
autore (*) :
email : se inserita sarà visualizzata
   
  grassetto corsivo sottolineato
commento (*) :


169520121 Inserisci il numero che appare alla tua sinistra per evitare spam