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IL GIOIELLO DI ALESSANDRIA. LA SPETTACOLARE CITTADELLA  di Maurizia 19/05/2012 
Un esagono a sei punte, i bastioni, forniti di “cavalieri”, la parte più elevata, percorsi da gallerie e casematte, circondato da un fossato protetto da rivellini e controguardie a V posizionate davanti ai bastioni, un pò ellittico per ragioni tattiche. Si spande, a stella, su 70 ettari con 200.000 mq di ambienti, 45.000 di tetti, 145.000 di solette, uno sviluppo perimetrale notevole, con la strada coperta, il passaggio al muro di controscarpa, che chiudeva il fosso verso la campagna, dallo spalto, il terrapieno inclinato verso il nemico a protezione della strada, che correva intorno alla controscarpa ed era la prima difesa, perché schierati lungo la strada coperta in cima allo spalto potevano far fuoco sul nemico. Si offre, carica di storia, a chi voglia scoprirla e assaporarne la pace e bellezza che la sua imponente maestosità sprigiona. È una delle fortezze settecentesche meglio conservate in Europa. La sua storia è legata a quella di Alessandria, città-fortezza divisa dal Tanaro, nata nel 1168, dall’unione dei borghi di Rovereto, Gamondio, altri e Borgoglio collegati da un ponte di legno. Fu Alessandria in onore a Papa Alessandro III, protettore della Lega Lombarda, costituita nel 1161 a Pontida, per contrastare la calata del Barbarossa e scomunicatore dello stesso. Soggetta al Ducato di Milano e agli Spagnoli, dopo la battaglia di Torino del 1706 a Vittorio Amedeo II interessava la posizione strategica e l’assetto fortificato. Nel 1707 fu ufficialmente Sabauda. Nel 1713 il Re, percepì la necessità di costruire La Cittadella, per la difesa della città e del Regno verso est, sul quartiere Borgoglio, riva sinistra del Tanaro, già munito di mura rivelatosi il luogo più adatto per la spianata, zona libera di non ostacolo alla vista e riparo agli attaccanti. Risolto il problema dei 4000 abitanti, Ignazio Bertola iniziò nel 1728, demolendo man mano gli edifici di Borgoglio e sostituendo le vecchie fortificazioni con le nuove. Nel 1742 la Cittadella poteva dirsi completa nella sua complessa struttura difensiva. Scavando le fondamenta si scoprirono delle infiltrazioni d’acqua e si operò il consolidamento delle stesse, piantando travi di rovere armati di ferro incatenati e sovrapposti ad altri di minor lunghezza. Si progettarono chiuse di sbarramento del Tanaro per allagare i fossati della cinta muraria e si previdero gallerie di demolizioni per distruggere con l’esplosivo quanto eventualmente “preso” dal nemico. La cittadella ha al centro la vasta piazza d’armi, due viali alberati, una chiesa parrocchiale, tre grandiosi quartieri, una ricca armeria, un padiglione per gli ufficiali, un alloggio per il comandante, due polveriere, un bagno penale per 150 condannati, un ospedale con infermeria, e preziosi sotterranei. Le polveriere contenevano circa 20.000 barili di polvere da sparo (salnitro/zolfo/carbone) e gli addetti dovevano indossare abiti senza metalli, scarpe comprese. Nel 1745 venne messa a dura prova la sua resistenza dall’assedio franco-spagnolo. Alessandria fu conquistata, ma il Governatore della Cittadella, Marchese di Caraglio, vi si chiuse dentro resistendo da ottobre a marzo. Gli assalitori badavano che non fosse rifornita. Riuscì però a far arrivare ordini da Torino e un pò di viveri. Per poter pagare gli stipendi alla guarnigione, come se l’assedio fosse una situazione normale, il Governatore fece coniare monete di rame pari a 10 soldi piemontesi. Allo stremo per fame e scorbuto fu liberata dai soccorsi di Carlo Emanuele III al comando del barone Federico di Leutrum. La Zecca di Torino coniò una medaglia a ricordo della sua indomita resistenza .A fine 1798 Alessandria è annessa alla Repubblica Francese e alla Cittadella arrivano i Francesi. Nel 1799 entrano gli Austro-Russi, ma il 14/6/1800 Napoleone ,che con la battaglia di Marengo va verso l’Impero, la occupa, rafforzandola con l’Arsenale, le ridotte nel perimetro esterno e del muro di controscarpa del fossato. Nel 1814 torna ai Savoia e al ruolo di difesa tra Piemonte e Lombardo Veneto e nel 1855 vide il raduno dell’esercito Sardo e dei Bersaglieri di Alfonso Lamarmora partire per la guerra di Crimea. Dopo l’Unità d’Italia,non più al confine dello Stato, fu declassata a caserma e poi a centro logistico per i rifornimenti e nel 2009 dismessa e affidata con protocollo alle cure della Municipalità con l’onere di farla conoscere. Ha bisogno di restauri che non la stravolgano, perchè ha il “diritto” di mantenere la sua natura di “Cittadella”.

Particolarità: E’ fattibile una escursione da spettacolo,con guide F.A.I. volontarie, che se ne prendono cura, e pranzo al sacco, nel week-end, dalle 9,30 alle 16. Visite più brevi, sono altrettanto suggestive. Vale la pena andarci e darle una mano a salvarsi, eleggendola, perché no, luogo del cuore. Curiosità!: Quando nel 1994 Alessandria subì l’alluvione la Cittadella fu sommersa da 7 metri d’acqua ma la sua struttura le consentì di svuotarsi da sola!!!
 [ commenti presenti 2 ]


COMMENTI AL BLOG  IL GIOIELLO DI ALESSANDRIA. LA SPETTACOLARE CITTADELLA


Commento postato da   Maria 20/02/2013 alle 11.54
Mi hai fatto venire voglia di scoprirla! Non ci sono mai stata ma in futuro la annovererò tra le meraviglie da vedere.




Commento postato da   Maurizia 16/02/2013 alle 13.11
.....e La Cittadella ce l’ha fatta! Il censimento del Fai l’ha scelta come luogo del cuore più amato, non solo del Piemonte, ma d’Italia!




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