Rosignano Monferrato è un paese adagiato sul pendio di una
collina di tufo, nel mezzo di quella parte del Monferrato che si
estende ad ovest di Casale. Il toponimo deriva probabilmente dal
gentilizio latino Rosinius ed è attestato sin dal
960 come Ruxignanus. Ma è anche legato al termine
botanico rosa: al centro dello stemma comunale, campeggiano tre
rose rosse su sfondo azzurro. La storia del paese ha origini antichissime,
anche se il primo documento in cui viene data indicazione dell'
esistenza del luogo, come entità politica indipendente, è
negli Statuti realizzati dopo la nascita del libero comune, nel
1250. Nei secoli successivi il borgo subisce le conseguenze delle
alterne vicende della storia del Monferrato.
Dell' antico paese, fatto di tortuose e strette vie, rimangono alcuni
edifici o i loro resti, come la rocca, considerata un tempo inespugnabile.
La Parrocchiale di San Vittore ha una facciata bicroma dei primi
del Novecento. Di origine quattrocentesca, fu assai rimaneggiata
nel 1860; mantiene un campanile settecentesco. All'interno, a tre
navate, è un dipinto del Guala: l'Angelo custode
(1725). Nella piazza è anche la Chiesa di Sant' Antonio,
quattrocentesca, dalla facciata neoclassica. Il Castello
di Uviglie, sulla sommità di una collina poco distante
dal paese, ha un aspetto che è frutto delle modifiche dei
secoli XVII e XVIII, ma una torre risale probabilmente al XIII secolo.
Rosignano fu il paese adottivo di Angelo Morbelli, alessandrino,
uno dei più importanti pittori divisionisti. In opere come
il Ritratto della moglie in costume monferrino (1885),
o La partita di bocce (1885), o ancora Alba domenicale
(1915), ritrae i personaggi su uno sfondo collinare nel quale
è leggibile il profilo di Rosignano. Della presenza del pittore
rimangono molte tracce: dalla sua dimora di fronte a Colma, frazione
di Rosignano, a un' opera incompiuta, donata dalla famiglia del
pittore al municipio del paese.
(fonte:Il Piemonte paese per paese Bonechi Editore)