Il comune di Vignale occupa, con il suo abitato, uno dei colli
più alti del Monferrato, al centro del triangolo che ha i
vertici in Alessandria, Asti e Casale.
Il toponimo, la cui prima attestazione è reperibile in un
documento dell' 880, è da mettere in relazione alla presenza
nei pressi dell' abitato di numerose colture vitivinicole. Con buona
ragione, infatti, si può sostenere la derivazione da vinea,
da cui vinealis, cioè "luogo con numerose vigne".
Nato per la concentrazione degli abitanti di alcuni villaggi più
piccoli in un unico luogo dominato da un castrum, citato
in un diploma di Ottone III del 992, Vignale fu al centro di controversie
e vicende che ne determinarono l'importanza fin dall' epoca medioevale.
Citato in una donazione del 1033, il borgo venne successivamente
confermato da Federico I ai marchesi del Monferrato, che governarono
a lungo il paese.
Divenuto libero comune, Vignale fu nel XIII secolo teatro di durissimi
scontri tra i guelfi e i ghibellini che portarono al potere i Pastoroni.
Nel corso del XVI e del XVII secolo, il borgo venne ripetutamente
invaso da milizie spagnole, francesi e tedesche.
Con la pace di Vienna del 1703, infine, Vignale fu integrato nei
territori di casa Savoia.
(fonte:Il Piemonte paese per paese Bonechi Editore)