FAVRIA Nel 1589 feudo e castello risultano di
proprietà di Gerolamo Vassallo, nobile ervellese. Nel 1704 l'ultimo
erede Vassallo, Francesca Maria, spposò il conte Giuseppe Govone
di Solaro, marchese di Breglio. I Solaro trasformarono completamente l'antico
castello di favria, risalente al Duecento, in una residenza signorile.
Castello e titolo comitale nel 1792 passarono per successione a Roberto
Gerolamo Alfieri, marchese di Sostegno. Nel 1859 il castello fu acquistato
da Enrichetta Guasco di Bisio, vedova del marchese Carron di San Tommaso,
che lo lasciò in eredità al cavalliere Giovanni Servasi.
Il castello passò poi per eredità alle famiglie Germano
e Sardo e nel 1945 alla famiglia Barberis. Nel 1955 fu infine acquistato
da Giuseppe Pechenino di Favria e frazionato in appartamenti di lusso.
Ai restauri settecenteschi seguirono alcune modifiche nel 1973. Il castello
presenta un aspetto composito: la facciata principale, settecentesca,
è in mattoni a vista ed è abbellita da medaglioni in cotto
mentre e due torri cilindriche, probabilmente di origine medievale, sono
coronate da una merlatura aggiunta nell'Ottocento, epoca a cui risale
anche il rifacimento della massiccia torre neogotica a pianta quadrata,
incorniciata da quattro torrette sugli spigoli. La villa, abbassata rispetto
all'antico castello, è circondata da un parco ed è unita
da una galleria con arco alla chiesa di San Michele, che presenta ancora
l'originale campanile romanico.
|