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(foto del 1890 ca)da supplemento de La Stampa
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Il Duomo
Il Duomo aveva di fronte l'elegante palazzo Richelmy
con portici come quelli di piazza S.Carlo e il gotico"palazzo
del Vescovo". In epoche diverse i due palazzi sono stati demoliti,
di fronte al Duomo è sorto negli Anni Sessanta un discusso edificio
per uffici comunali.
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Il Palazzo Richelmy |
Piazza Quattro Marzo
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da supplemento de La Stampa
Siamo a pochi metri dal Municipio e dal Duomo. Questo angolo nella
fotografia si chiamava via Giacomo Leopardi. Lo Spaccio Vini e Olii
è in un edificio medievale, le altre case hanno anch'esse troppi
anni. L'indecoroso "monumento" (vespasiano) in primo piano
è stato eliminato qualche anno dopo per costruirvi bagni popolari. |

Lo stesso angolo della foto a sinisttra qualche anno dopo con l'edificio
medievale detto la Casa del Senato |
da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
Piazza e via Quattro Marzo nacquero alla fine dell'800 dalla demolizione
di varie stradine ed edifici di abitazione popolare. Con via Pietro
Micca fu una dele due strade centrali dette "Diagonali"
che nacquero alla fine dell'800.
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In questa foto via Porta Palatina che conduce verso la piazza solcata
all'epoca dalle rotaie del tramvai. |
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da supplemento de La Stampa
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Palazzo Reale (foto del 1890
ca)
Piazza Castello e la piazzetta Reale deserte, all'ingresso,
accostate ai monumenti dei due cavalieri di bronzo, c'erano le garitte
delle sentinelle. Non lasciavano passare chi si presentava in maniche
di camicia o gente con un fagotto. Si dice che il Palazzo sia frequentato
da tre entità "fantasmiche", una delle quali era
solita comparire nell’imminenza delle sciagure che colpivano
la città o la dinastia sabauda

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PIAZZA CASTELLO |
(foto del 1890) da supplemento de La Repubblica |
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Via Garibaldi da P.Castello Le prime
notizie di via Garibaldi, allora Dora Grossa, risalgono al 1437,
anno in cui il comune ordina ai proprietari delle case di selciare
a proprie spese il tratto di strada antistante. La via è la prima
a essere dotata di rete fognaria(1823) e di illuminazione a gas(1846).
Nota per le sue botteghe artigiane e per i suoi caffè, ha riacquistato
la sua fisionomia originaria, grazie ad una capillare ristrutturazione
e alla trasformazione in isola pedonale.
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da 365 Volte Piemonte Ed. Il Punto |
Nella foto a sinistra
che riprende via Dora Grossa (Garibaldi) si nota davanti al tram
a cavalli una persona, era lo scambista che azionava a mano lo scambio
dei binari; seguiva il tram per tutto il percorso a piedi.
La foto a destra la via fine anni '50 inizi '60 | |
da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
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luglio 1871 la prima ed unica linea ferroviaria su rotaia faceva
capolinea in piazza Castello. Nel 1874 furono aperte all'esercizio
pubblico altre due linee, che collegavano rispettivamente piazza
Castello alla barriera di Casale e, ancora, alla barriera di Piacenza.
Lo sviluppo totale dei binari era di 11.6 chilometri. Nel 1890 su
18 linee tranviarie di Torino ben sei partivano da qui e altre tre
vi transitavano. Una di queste era la linea barriera di Milano (nella
foto) la quale percorreva: corso Vercelli, corso Emilia, via Ponte
Mosca, Porta Palazzo, via Milano, via Palazzo di Città, piazza
Castello, via Roma, piazza Carlo Felice, corso Vittorio Emanuele
II, via Madama Cristina, corso Raffaello, corso Massimo d'Azeglio,
corso Dante, ponte Isabella fino alla strada di Moncalieri. |
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da supplemento de La Stampa
Piazza Castello ripresa dall'imbocco di via Pietro Micca...
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... e come era negli anni '60 |
Il monumento a Galileo Ferraris è opera dello scultore
Luigi Contratti. Inaugurato il 17 maggio 1903. Spostato poi nel
corso omonimo.
Torre Litoria in costruzione
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da supplemento de La Stampa
(foto del 1890 ca) Le torri non ancora coperte da tegole. Sulla
sommità una goffa costruzione: è l'osservatorio astronomico, trasferito
qui nel 1822 e abbattuto nel 1920. Palazzo Madama riassume due millenni
di storia.
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Palazzo Madama
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Archivio Fondazione Sella
Palazzo Madama lato verso via Po, anno 1852 |
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Il fronte verso via Po di Palazzo Madama,
anno 1932
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Il Barocco-1956
da Archivio Luce (39")
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(foto del 1890 ca)da supplemento de La Repubblica
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VIA PO |
da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa) |

Via Po all'imbocco da Piazza Vittorio |
Anni '30 |
Via Po all'altezza della chiesa Dell'Annunziata |
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Era ed è una delle arterie principali che mette
in comunicazione il centro città con le "basse" di Vanchiglia
e il "Borgh del fum". Fu una delle prime strade d'Europa
ad essere illuminata con lampade elettriche(1886).
Da Strada della Calce a passeggio regale. Sotto
il ducato di Carlo Emanuele II, nella seconda metà del XVII
sec, (1674) Amedeo di Castellamonte realizzò via Po e ultimata
nel 1720; la via fu posta sull’antica Strada della Calce,
chiamata così perché conduceva al porto dove arrivava
la calce, trasportata sul Po insieme al legname.
I palazzi della strada furono costruiti secondo una rigorosa uniformità
architettonica e tutti dotati di portici.
I portici, in caso di pioggia, facevano restare all’asciutto
le regali teste dei Savoia, che passeggiavano per la via sul lato
sinistro (dando le spalle a piazza Castello); il lato destro era
quello decisamente… "volgare". Quando sorse, via
Po fu definita "regina viarum": allora era la strada più
ampia di Torino
Via Po è lunga 704 metri ed è larga 30 compresi i
portici.

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da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
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Via della Zecca (ora via G.Verdi)
Tale nome deriva dal fatto che in questa via fin
dal 1870 aveva sede l'officina dove si coniavano le monete dello
Stato, attività che come tante altre, fu purtroppo negli
anni successivi trasferita da Torino a Roma. Via della Zecca all'epoca
era percorsa da due linee tranviarie: N.3(Barriera Casale-Barriera
di Francia) e N.6(Piazza Castello-Cimitero Generale) |
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da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa) |
Il sottopassaggio dei giardini reali, per mezzo
dell'attraversamento eseguito nel palazzo della Prefettura, permise
dal 1923 (anno dell'inaugurazione) di accedere a piazza Castello
provenendo da corso San Maurizio. Appena entrati nella piazza dal
suddetto passaggio, girando a destra, sotto i portici della Prefettura,
ci si imbatte in un altorilievo nel muro(1923), è dedicato
a Cristoforo Colombo; la particolarità di questa statua è
il "dito del viaggiatore" che sporge in avanti, come se
indicasse la via da percorrere: "la rotta della fortuna".
Molti torinesi, , in occasione di una prova importante (maturità,
laurea, matrimonio), lo toccano ed è per questo che lo troverete
decisamente lucido.
 
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