(foto del 1890 ca)da supplemento de La Stampa

Il Duomo

Il Duomo aveva di fronte l'elegante palazzo Richelmy con portici come quelli di piazza S.Carlo e il gotico"palazzo del Vescovo". In epoche diverse i due palazzi sono stati demoliti, di fronte al Duomo è sorto negli Anni Sessanta un discusso edificio per uffici comunali.


Il Palazzo Richelmy


(foto del 1890ca)da supplemento de La Stampa
Porta Palatina

Una delle quattro porte della Torino romana qui con le sovrastrutture medioevali. La torre di destra era adibita a carcere femminile. E' il più antico monumento del genere in tutto il mondo. Delle quattro porte della città romana due furono abbattute, Porta Pretoria nel 1500 e Porta Marmorea nel 1600. Una fu inglobata in Palazzo Madama. L'unica rimasta è Porta Palatina, la "Principalis Dextera". Le due statue di Giulio Cesare e di Cesare Augusto sono una copia da modelli romani e sono state donate alla città da Mussolini nel 1934.



Piazza Quattro Marzo

da supplemento de La Stampa
Siamo a pochi metri dal Municipio e dal Duomo. Questo angolo nella fotografia si chiamava via Giacomo Leopardi. Lo Spaccio Vini e Olii è in un edificio medievale, le altre case hanno anch'esse troppi anni. L'indecoroso "monumento" (vespasiano) in primo piano è stato eliminato qualche anno dopo per costruirvi bagni popolari.

Lo stesso angolo della foto a sinisttra qualche anno dopo con l'edificio medievale detto la Casa del Senato

da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
Piazza e via Quattro Marzo nacquero alla fine dell'800 dalla demolizione di varie stradine ed edifici di abitazione popolare. Con via Pietro Micca fu una dele due strade centrali dette "Diagonali" che nacquero alla fine dell'800.
In questa foto via Porta Palatina che conduce verso la piazza solcata all'epoca dalle rotaie del tramvai.

da supplemento de La Stampa

Palazzo Reale (foto del 1890 ca)

Piazza Castello e la piazzetta Reale deserte, all'ingresso, accostate ai monumenti dei due cavalieri di bronzo, c'erano le garitte delle sentinelle. Non lasciavano passare chi si presentava in maniche di camicia o gente con un fagotto. Si dice che il Palazzo sia frequentato da tre entità "fantasmiche", una delle quali era solita comparire nell’imminenza delle sciagure che colpivano la città o la dinastia sabauda

PIAZZA CASTELLO

(foto del 1890) da supplemento de La Repubblica

Via Garibaldi da P.Castello Le prime notizie di via Garibaldi, allora Dora Grossa, risalgono al 1437, anno in cui il comune ordina ai proprietari delle case di selciare a proprie spese il tratto di strada antistante. La via è la prima a essere dotata di rete fognaria(1823) e di illuminazione a gas(1846). Nota per le sue botteghe artigiane e per i suoi caffè, ha riacquistato la sua fisionomia originaria, grazie ad una capillare ristrutturazione e alla trasformazione in isola pedonale.


da 365 Volte Piemonte Ed. Il Punto
Nella foto a sinistra che riprende via Dora Grossa (Garibaldi) si nota davanti al tram a cavalli una persona, era lo scambista che azionava a mano lo scambio dei binari; seguiva il tram per tutto il percorso a piedi.
La foto a destra la via fine anni '50 inizi '60

da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
Nel luglio 1871 la prima ed unica linea ferroviaria su rotaia faceva capolinea in piazza Castello. Nel 1874 furono aperte all'esercizio pubblico altre due linee, che collegavano rispettivamente piazza Castello alla barriera di Casale e, ancora, alla barriera di Piacenza. Lo sviluppo totale dei binari era di 11.6 chilometri. Nel 1890 su 18 linee tranviarie di Torino ben sei partivano da qui e altre tre vi transitavano. Una di queste era la linea barriera di Milano (nella foto) la quale percorreva: corso Vercelli, corso Emilia, via Ponte Mosca, Porta Palazzo, via Milano, via Palazzo di Città, piazza Castello, via Roma, piazza Carlo Felice, corso Vittorio Emanuele II, via Madama Cristina, corso Raffaello, corso Massimo d'Azeglio, corso Dante, ponte Isabella fino alla strada di Moncalieri.

da supplemento de La Stampa
Piazza Castello ripresa dall'imbocco di via Pietro Micca...

...e come era negli anni '60

Il monumento a Galileo Ferraris è opera dello scultore Luigi Contratti. Inaugurato il 17 maggio 1903. Spostato poi nel corso omonimo.

Torre Litoria in costruzione

da supplemento de La Stampa
(foto del 1890 ca) Le torri non ancora coperte da tegole. Sulla sommità una goffa costruzione: è l'osservatorio astronomico, trasferito qui nel 1822 e abbattuto nel 1920. Palazzo Madama riassume due millenni di storia.

Palazzo Madama

Archivio Fondazione Sella

Palazzo Madama lato verso via Po, anno 1852
Il fronte verso via Po di Palazzo Madama, anno 1932
Il Barocco-1956 da Archivio Luce (39")
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(foto del 1890 ca)da supplemento de La Repubblica
VIA PO

da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)

Via Po all'imbocco da Piazza Vittorio

Anni '30

Via Po all'altezza della chiesa Dell'Annunziata

Era ed è una delle arterie principali che mette in comunicazione il centro città con le "basse" di Vanchiglia e il "Borgh del fum". Fu una delle prime strade d'Europa ad essere illuminata con lampade elettriche(1886).
Da Strada della Calce a passeggio regale. Sotto il ducato di Carlo Emanuele II, nella seconda metà del XVII sec, (1674) Amedeo di Castellamonte realizzò via Po e ultimata nel 1720; la via fu posta sull’antica Strada della Calce, chiamata così perché conduceva al porto dove arrivava la calce, trasportata sul Po insieme al legname.
I palazzi della strada furono costruiti secondo una rigorosa uniformità architettonica e tutti dotati di portici.
I portici, in caso di pioggia, facevano restare all’asciutto le regali teste dei Savoia, che passeggiavano per la via sul lato sinistro (dando le spalle a piazza Castello); il lato destro era quello decisamente… "volgare". Quando sorse, via Po fu definita "regina viarum": allora era la strada più ampia di Torino
Via Po è lunga 704 metri ed è larga 30 compresi i portici.

 


da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)

Via della Zecca (ora via G.Verdi)

Tale nome deriva dal fatto che in questa via fin dal 1870 aveva sede l'officina dove si coniavano le monete dello Stato, attività che come tante altre, fu purtroppo negli anni successivi trasferita da Torino a Roma. Via della Zecca all'epoca era percorsa da due linee tranviarie: N.3(Barriera Casale-Barriera di Francia) e N.6(Piazza Castello-Cimitero Generale)


da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)

Il sottopassaggio dei giardini reali, per mezzo dell'attraversamento eseguito nel palazzo della Prefettura, permise dal 1923 (anno dell'inaugurazione) di accedere a piazza Castello provenendo da corso San Maurizio. Appena entrati nella piazza dal suddetto passaggio, girando a destra, sotto i portici della Prefettura, ci si imbatte in un altorilievo nel muro(1923), è dedicato a Cristoforo Colombo; la particolarità di questa statua è il "dito del viaggiatore" che sporge in avanti, come se indicasse la via da percorrere: "la rotta della fortuna". Molti torinesi, , in occasione di una prova importante (maturità, laurea, matrimonio), lo toccano ed è per questo che lo troverete decisamente lucido.