TORINO

REGGIA DI VENARIA REALE
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La Reggia
Clip Rai(Bell'Italia) del 10/05 e 18/10/08 (11')
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GALLERIA IMMAGINI


Piazza Annunziata
La Mandria e appartamenti Reali
Clip Rai(Bell'Italia) del 1/11/08 (8'30")

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Il monumentale complesso alle porte di Torino, gią definito la piccola Versailles dei duchi di Savoia, fu edificato a partire dal 1658 per volontą del duca Carlo Emanuele II. Fu un simbolo dello sfarzo dei Savoia.

VILLA DELLA REGINA


Vista da via Po illuminata dal sole
Clip Rai(Bell'Italia) del 3/1/09 (2'46")
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Fu realizzata a partire dal 1620 dall'architetto Carlo di Castellamonte su commissione del cardinale Maurizio di Savoia, figlio del duca Carlo Emanuele I, il quale si radunava in questa «Vigna», che si rifą ai modelli delle ville romane. Insieme al fratello, Principe Tommaso, contese il potere alla cognata reggente Madama Cristina, le fu nemico in una sanguinosa guerra civile nel 1640, salvo poi a rappacificarsi con lei riconoscendone la preminenza e a sposarne -quarantanovenne -la figlia tredicenne Ludovica (che era anche sua nipote). L'edificio nacque romano d'aspetto e fu intitolato più tardi alla giovane sposa: Villa Ludovica. Il cardinale vi fondò l'Accademia dei Solinghi: nobili e dotti letterati vi oziavano verseggiando e filosofeggiando. Ma la parte più romana del complesso si aggiunge, curiosamente, dopo la morte dell' ex porporato, nella prima metà del Settecento: è il giardino alberato che dalla facciata posteriore sale con scale, balaustre, nicchie, statue e giochi d'acqua al Padiglione del Belvedere. Un' apporto di Juvarra in questa creazione ci fu, indirettamente, attraverso l'allievo Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano, che è ritenuto l'autore della prospettiva, del padiglione del Belvedere che la conclude in alto e dei due altri padiglioni del giardino, a nord e a sud.
Dopo la morte di Ludovica, la villa fu dimora prediletta della regina Anna d'Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II e più tardi di Maria Antonia Borbone di Spagna, moglie di Vittorio Amedeo III: donde il nome di Villa della Regina. La destinazione a collegio dal 1868, allorché fu donata all'Istituto delle Figlie dei Militari, i bombardamenti dell'ultima guerra e soprattutto un lungo periodo di abbandono hanno danneggiato in modo grave la villa. Finalmente è ora in fase di restauro.
La decorazione interna fa di questo edificio uno dei più incantevoli del Piemonte barocco e rococò. Gli artisti appartengono alla schiera di quelli che lavorarono a Palazzo Reale e nelle maggiori residenze sabaude: Daniele Seyter, Corrado Jacquinto, Giovan Battista Crosato (affreschi e tele del salone centrale), Domenico e Giuseppe Valeriani, il romano Filippo Minei per una singolare e luminosa sala a grottesche. I Gabinetti Cinesi sono emblematici della grazia aristocratica e festosa con cui fu l'Oriente fu "reinventato" a Torino nel Settecento. Di uno di questi salotti, quello attiguo alla camera della Regina, sono stati ritrovati l'autore e la data: Pietro Massa, 1735. Firma e anno sono tracciati sul retro di uno dei pannelli. Gli arredi sono completamente scomparsi, ma di quanto fossero ricchi possiamo farci un'idea da un inventario del 1755, che li elenca minuziosamente, dai quadri alle sputacchiere: occupa 118 pagine. Una curiosità: era nata per un ambiente di Villa della Regina la sontuosa libreria realizzata da Pietro Piffetti che si trova oggi al Quirinale. Nel giardino ci sono due statue della seconda metà del Settecento attribuite a Giovan Battista Bemero.

CASTELLO DI MONCALIERI

 

Questo imponente avamposto in posizione panoramica a Sud di Torino, costruito prima del 1200, fu roccaforte del comune di Moncalieri, poi degli Acaia e infine dei Savoia. Jolanda di Valois, consorte di Amedeo IX, fu l'ispiratrice di un primo ampliamento con le torri angolari.
Passņ a splendida vita fra Seicento e Settecento per opera di Carlo e Amedeo di Castellamonte, dello Juvarra e di Benedetto Alfieri.

PARCO DELLA RIMEMBRANZA (FARO DELLA VITTORIA)

Per il decimo anniversario della vittoria riportata dall'Italia sull'Austria nella prima guerra mondiale, il senatore Giovanni Agnelli, nel 1928, decise di erigere la statua "Faro della Vittoria". Questa imponente costruzione in bronzo, terza al mondo per altezza (18.50 metri) e che rappresenta la Vittoria alata, č situata sulla sommitą del colle della Maddalena, nel parco della Rimembranza. Il parco sorse nel 1925 per commemorare i caduti della guerra 1915-1918: su ognuno dei suoi 4900 alberi č affissa una targhetta che riporta il nome di un soldato morto