Piazza Vittorio Veneto

da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
Piazza Vittorio è lunga 360 metri e larga 111. Al centro si notano, oltre al trenino, le file dei grandi lampioni a gas. Fu propro in questa piazza che nel 1832 avvenne il primo esperimento di tale tipo di illuminazione. L'esperimento avvenne al caffè Biffi che si trovava all'algolo di via Bonafus. Per tale motivo fu poi soprannominato "caffè del gas".

La foto ritrae alcuni personaggi all'imbocco dei Murazzi

I suoi Carnevali
Le sue Manifestazioni

Piazza Carlo Emanuele II (Carlina)

La piazza creata ai tempi del secondo ingrandimento di Torino nell'ultimo quarto del Seicento, è ancor oggi chiamata dai torinesi Carlina dal soprannome che il popolo aveva affibbiato al Duca Carlo Emanueli II. Amedeo di Castellamonte aveva dapprima immaginato la piazza in forma ottagonale, alla confluenza di otto strade e circondata da portici uguali a quelli di via Po. La forma fuori schema dovette sembrare troppo scomoda per chi volesse fabbricarvi case. Così la piazza nacque rettangolare.


Piazza Solferino
(già del bosco, ossia del mercato della legna)

Come si puo notare in queste foto la vistosa differenza, rispetto ai giorni nostri, manca la fontana Angelica. La statua che si vede al centro, è la statua del Generale Ettore de Sonnaz, spostata nel 1923 in piazza Arbarello nel giardino della Cittadella. Era stata piazzata nel 1883.


da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
L'11 marzo 1862 veniva decretato che piazza Venezia doveva diventare l'area per il mercato dei combustibili, mentre la piazza vicina sarebbe diventata, con modifiche ed abbellimenti, piazza Solferino. Piazza Venezia era situata tra corso Galileo Ferraris e piazza Solferino nel terreno poi occupato dalle scuole Margherita di Savoia e Principessa Letizia e dal vecchio palazzo dei telefoni. Nella foto è visibile sul lato destro l'edificio del peso pubblico che conteneva anche le abitazioni degli addetti. Sulla torretta dell'edificio furono installati, uno per lato, quattro orologi.

Piazza Solferino (teatro Alfieri e fontana Angelica)

Il teatro Alfieri fu costruito nel 1855, distrutto da un incendio nel 1858 venne ricostruito sullo stesso disegno. Nuovamente distrutto da un incendio nel 1927 e infine da un bombardamento nel 1942, venne ogni volta riedificato. Si nota, dove ora c'è lingresso del teatro, era occupato da un ristorante annesso al teatro

da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)

La fontana Angelica di Piazza Solferino fu costruita grazie a finanziamento privato del ministro Paolo Baiotti, della cui madre prese il nome. Venne inaugurata il 28 ottobre 1929. Le figure scolpite rappresentano le quattro stagioni: primavera ed estate le statue femminili, autunno ed inverno i due giganti al centro. Si dice che avrebbero un significato magico: l'Inverno guarda verso Oriente, punto sacro da cui si leva il sole (si dice che lo scultore modificò l'orientamento della testa quando si decise di spostare la fontana). I due personaggi maschili, Autunno e Inverno, rappresenterebbero Boaz e Jaquim, i due sostenitori delle colonne di Ercole, mitici guardiani della Soglia che immette sull'Infinito. La conoscenza è rappresentata dall'acqua, che entrambe i personaggi versano dagli otri. Le figure femminili rappresenterebbero invece i due aspetti dell'amore, quello sacro (la Primavera, la Virtù) e quello profano (l'Estate, il Vizio) e i due aspetti della conoscenza


da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
Palazzo Assicurazioni Generali Venezia

All'incrocio di via Pietro Micca e via Cernaia, di fronte alla Fontana Angelica, vi è questo bel palazzo realizzato dal Fenoglio nel 1909 di puro gusto liberty francese.

Qui a lato il palazzo non esisteva ancora, al suo posto un palazzo con colonne all'ingresso.
Fine '800

Via Pietro Micca
 

Agli incroci con via Barbaroux, via P.Micca, via XX Settembre si trova il Palazzo Bellia, imponente palazzo eclettico, costruito nel 1892 dall'architetto Carlo Ceppi; è caratterizzato da bovindo coronati da logge e da elementi decorativi in litocemento. Nella prima foto si vede una vettura tranviaria della linea "Circolare" che ha appena oltrepassato l'angolo di via XX Settembre.

Via Pietro Micca nacque dallo sventramento dei vecchi quartieri esistenti in questa zona. Con via IV Marzo fu una delle due diagonali sorte in seguito alla delibera comunale del marzo 1885. Si trattava appunto di collegare con questa grande arteria piazza Castello con via Cernaia (già aperta nel 1885) e con la stazione di Porta Susa.


Via XX Settembre

Nella foto a lato si nota che nella piazzetta formata dall'allargamento di via XX Settembre all'incrocio con via Santa Teresa, ai primi del 1900, vi era un semplice "toret" per dissetare i viandanti

In questa inquadtratura vi è già la fontana candelabro progettata dal Genta e costruita nel 1907. Fu poi asportata nel periodo della ricostruzione di via Roma. Solo da pochi anni si sono rinvenute alcune parti della fontana in un magazzino municipale. Il basamento pare si trovi in una villa della collina.

da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
Nel 1911 la via era percorsa dalle vetture tranviarie delle linee Corso Valentino-Piazza Emanuele Filiberto e Piazza Emanuele Filiberto-Foro Boario.



da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)

Galleria Nazionale

La Galleria Nazionale univa via Roma a via XX Settembre e via Arcivescovado. Venne aperta nel 1890 su disegni dell'architetto Camillo Riccio. Fu demolita durante la riedificazione di via Roma.


Corso Matteotti
Alcuni vecchi torinesi ancora oggi chiamano "Oporto" questo corso, che dal 1945 è intitolato a Giacomo Matteotti.


da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)


angolo via Avogadro


Via Genova (ora San Francesco d'Assisi)

Sulla desttra della foto si vede la facciata della chiesa dedicata al Santo, costruita all'inizio del secolo XVIII e terminata nel 1761. Sullo sfondo si vede la cupola della chiesa di San Rocco ed i portici che portano alla piazza di Palazzo di Città.



Si nota in questa foto un assembramento di persone sulla piazzetta, forse panettieri dopo le consegne del mattino, recanti sotto il braccio le loro tipiche ceste.
da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)
Piazza Palazzo di Città
La gente si radunava numerosa attorno al monumento del Conte Verde per trattare affari, compravendite e contrattazioni varie. Il luogo era soprannominato dai torinesi "la borsa dij busiard"(la borsa dei bugiardi)

I portici di via Palazzo di Città erano luogo di commercio riparato dalle intemperie.
 



Via Bellezia - Albergo TRE GALLI e Albergo TRE GALLINE

Via Bellezia 33, nell'angolo smussato della via, poco prima dell'albergo Tre Galline, ora adibito ad abitazione
da Torino Anni 20 Ed.Valentino foto di M.Gabinio

Tre Galline, Via Bellezia 37, via delle tre Galline, oggi ristorante ristrutturato
da Torino Anni 20 Ed.Valentino foto di M.Gabinio

Antico Albergo dell'Agnello posto in via Bellezia (1927 ca). Si noti a fianco dell'ingresso dell'albergo l'insegna di uno stallaggio con lo stalliere in attesa, come oggi ci potrebbe essere un posteggio privato per le auto dei clienti.

(Mario Gabinio, Galleria Civica d'Arte Moderna)


Canale dei Molassi (1925)

Canale derivato dalla Dora, con acque a cielo aperto fino al 1962, ospitò i mulini che davano energia motrice ai primi opifici del borgo. Ora il canale è stato coperto e trasformato in isola pedonale. Tutta l'area è stata riqulificata. L'ex Arsenale di Torino, ospiterà presto il Museo dei Vigili del fuoco. Simbolo della rinascita dell'area è la piazza del Maglio, un'ambiente coperto di 40 metri per 40 incastonato in quattro maniche perimetrali e coperto da quattro falde trapezoidali a formare una piramide tronca. Da un foro sul tetto la luce scende a illuminare il grande maglio, vero simbolo del Borgo Dora.

da Calendari Piemontèis Ed. Il Punto Piemonte in Bancarella


in via Andreis

in via Lanino con via Mameli

in via Lanino

da Torino Anni 20 Ed.Valentino foto di M.Gabinio
Un'immagine inconsueta di via Mameli angolo via Lanino scattata attorno al 1930, è visibile ancora il maleodorante canale dei Molassi che sfociava nella Dora nei pressi del ponte Mosca.
Da Memoria dël Temp (Editrice Il Punto)

via del Fiando (1900)

Stazione Dora - Scalo Valdocco. Case in via Rivarolo nel 1900

Borgo Dora nel 1900

Monte dei Cappuccini

Dopo un primo impianto mal riuscito risalente al 1884, l'ing. Ferretti costruì nel 1885 la funicolare a tracciato rettilineo su piano inclinato con pendenza del 20% e una lunghezza di 120 metri. All'inizio della seconda guerra mondiale la funicolare finì il suo servizio con sommo rammarico dei torinesi.. In primo piano si nota la stazioncina di partenza, costruzione in legno che veniva pomposamente chiamata stazione. La scritta avverte che la cabinetta partiva anche con un solo passeggero e che la corsa costava 15 centesimi.

da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)


Foto del 1935. A sinistra, il viale alberato che si inerpica è quello che conduce alla Villa della Regina, più a destra, quasi al centro, la funicolare Ferretti. In riva al Po a sinistra i primi stabilimenti metalmeccanici della Way Assauto. Al centro un gruppo di lavandaie e a destra gli stabilimenti Diatto, prima fabbrica di automobili a Torino.

dal Calendari Memoria dël Temp 1991

Il panorama del Monte dei Cappuccini con la Mole sullo sfondo visti dalle colline di San Vito (anni '50)


Madonna del Pilone
da Alberghi-Ristoranti-Caffè-Negozi della vecchia Torino. Ed. del Capricorno
da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)

Per la storia della chiesa vi rimando alla pagina di "Com'è oggi", qui mi soffermerei sulla seconda e quarta foto per far notare il ristorante albergo del Muletto, il cui nome è giustificato dall'antica usanza di prendere a nolo i muli per salire a Superga nel giorno della Natività di Maria Vergine. La sua origine risale al 1895; fu per molti anni meta dei torinesi amanti della buona cucina. Chiuso nel 1980, riaperto nel 1999 con il nome di Ristorante Mejico Revolution 1910.
Nella terza foto vediamo la chiesa e corso Casale da dietro verso il centro città. Si vedono i binari della linea tranviaria intercomunale Torino-Sassi-San Mauro-Chivasso

Appena poco distante, sulla curva di fronte alla strada vecchia del Pino(corso Chieri), si trova l'Osteria dell'Amicizia. Tuttora esistente in corso Casale 221, famosa per la specialità dei pesci vivi, fu aperta nel 1889.
da Alberghi-Ristoranti-Caffè-Negozi della vecchia Torino. Ed. del Capricorno


In questa foto si notano nella foto delle grandi case alla destra del ponte, cioè all'inizio di corso Moncalieri; tali edifici furono abbattuti nei primi del 1900 per fare posto ai giardinetti che dal corso vanno fino alla riva del Po.
da Immagini di Torino d'Altri Tempi (La Stampa)

Gran Madre di Dio

Sempre attorno al 1897, con barcaioli, le pale di un mulino, la funicolare dei Cappuccini e, sul ponte, il tramvai a vapore Torino-Moncalieri.
da 365 Volte Piemonte Ed. Il Punto Piemonte in Bancarella

A destra della Gran Madre, in corso Moncalieri 1, il Caffè delle Vigne, nome derivato dai vigneti posti verso il Po, eliminati nei primi del Novecento con l'avvento del cinema muto dagli Studios Italiani per esegenze cinematografiche. Nei primi anni '60 prese il nome di Gran Bar.
da Alberghi-Ristoranti-Caffè-Negozi della vecchia Torino. Ed. del Capricorno

Case sulla riva destra del Po presso la Gran Madre ed il ponte di Pietra (Vittorio E. I) - 1900 (foto Mario Gabinio)

Le stesse case con cortile riprese dal ponte di Pietra - 1900 - All'epoca Borgo Rubatto (foto Mario Gabinio)



Villa della Regina

Da dietro la Gran Madre di Dio parte la via che porta a Villa della Regina, vera è propria Vigna Reale a disposizione di Madama Cristina, fino agli anni '70 adibita a collegio femminile delle "Figlie dei Militari".

Appena dopo la Villa vi è una strana costruzione ottogonale, che nell'immagine proposta porta il nome «Colonia 3 gennaio». Questa struttura è di proprietà dell'Istituto La Salle come Centro incontri e casa per ritiro religioso. Singolare opera di riuso di una struttura muraria incompiuta per tempio votivo tardo-ottocentesco. Il riuso, risalente al 1974, fu conseguente ad un progetto dell’architetto Mario Roggero (già preside della facoltà di Architettura) di preesistenza incompiuta (1884) progettato dall’architetto Bertinaria

Torino vista da Villa Genero